Un ordigno esplode davanti all’abitazione di Ranucci
L’esplosione danneggia le auto del giornalista e della figlia. Non ci sono feriti. All’epoca movente e responsabili non sono noti: gli sviluppi successivi non vanno retrodatati.
Cronologia documentata
Dall'attentato del 2025 al nuovo assetto di Report, fino al ricorso respinto, al commiato di Ranucci e agli ultimi sviluppi giudiziari. La data è quella dell'evento; lo stato distingue fatti, dichiarazioni e procedimenti ancora aperti.
Come leggere questa pagina. “Indagine in corso” non significa colpevolezza; “atto di parte” non equivale a sentenza; “evento atteso” non è un evento già avvenuto.
L’esplosione danneggia le auto del giornalista e della figlia. Non ci sono feriti. All’epoca movente e responsabili non sono noti: gli sviluppi successivi non vanno retrodatati.
La Direzione Approfondimento sospende le repliche, mentre il programma resta disponibile su RaiPlay. La decisione avviene nel contesto dell’indagine sull’attentato.
Il procedimento è in corso. Dagli atti riportati dalle fonti non emergono elementi per ritenere Ranucci d’accordo con l’attentato: il giornalista resta parte lesa.
Durante l’interrogatorio sostiene un proprio movente. La sua versione e la ricostruzione complessiva restano oggetto di valutazione giudiziaria.
Le fonti giornalistiche riferiscono di possibili incarichi alternativi e di una soluzione interna per la conduzione. La decisione ufficiale non è ancora stata comunicata.
Il comunicato ufficiale affida la nuova stagione a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi e riferisce di tre opzioni di ricollocazione professionale per Ranucci.
Inviati storici e componenti della redazione reagiscono alla decisione. È una posizione della squadra, distinta dal contenuto del comunicato Rai.
La lettera chiede motivazioni e documenti e riserva azioni giudiziarie. La definizione di “illegittimità” è la tesi dei legali, non una pronuncia di un giudice.
L’assemblea si riserva ulteriori iniziative, compreso lo sciopero. Al momento del controllo non risulta che uno sciopero sia già stato effettuato.
Gli incontri cercano una soluzione sulla conduzione e sull'autonomia del gruppo. Sciopero e uscita collettiva restano minacce annunciate, non fatti già avvenuti.
Dopo la rinuncia di Giulia Presutti, la Rai indica la storica inviata Claudia Di Pasquale come co-conduttrice. La squadra accoglie positivamente la soluzione e la partenza resta fissata all'8 novembre.
Il tribunale conferma la misura cautelare e l'aggravante del metodo mafioso. È una decisione cautelare nell'indagine sull'attentato, non una sentenza definitiva.
Il ricorso cautelare chiede la revoca della decisione del 28 agosto e il ritorno nelle funzioni di autore e conduttore prima dell'avvio della nuova stagione.
Le contestazioni aziendali riguardano comunicazioni interne, accessi di soggetti esterni e dichiarazioni su colleghi. Sono addebiti della Rai, non fatti accertati in sede giudiziaria.
Il Comitato di redazione precisa che non si è tenuta un'assemblea rappresentativa per decidere dimissioni in caso di reintegro. Restano differenze tra singoli componenti della squadra.
La sanzione disciplinare prevede dieci giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Il legale di Ranucci annuncia che il provvedimento sarà impugnato.
L'ordinanza ritiene, nella fase sommaria, la riorganizzazione distinta dal procedimento disciplinare e collegata alle tensioni interne. Rileva pressioni politiche improprie, ma non le considera prova sufficiente di un'interferenza determinante.
In una nota, i giornalisti affermano di non avere mai chiesto la rimozione di Ranucci e rivendicano l'autonomia del programma. Ranucci osserva che il chiarimento sarebbe dovuto arrivare prima.
La Rai comunica il passaggio della giornalista alla redazione di Mi manda Rai Tre, dopo la rinuncia alla conduzione di Report.
La promozione Rai presenta la squadra e conferma il ritorno del programma su Rai 3 con Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi.
Pubblica un video mentre prepara gli scatoloni e saluta una storia professionale durata vent'anni. Il passaggio non equivale a un licenziamento dalla Rai.
I giudici definiscono contraddittorie e in parte inverosimili le dichiarazioni dell'indagato e confermano il quadro cautelare. Il movente complessivo resta materia d'indagine.